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I volontari della missione partita il 16 agosto e terminata il 1 settembre da sinistra:
Giovanni Landucci , Franco Guerrini,Nicola Bellarotta,Diletta Bizzaguti Carlo Landucci ,Enrico Panichi, Mirko Ricci

La visita del gruppo di volontari de “Gli Occhi della Speranza” alle diverse missioni sostenute dall'associazione si è svolta nel mese di Agosto 2015. Il gruppo ha avuto l'opportunità di scaricare il container inviato dall'Italia nei primi mesi dell'anno in collaborazione con Don Bruno.

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Durante la visita alla missione di San Giuseppe siamo venuti a conoscenza che il governo taglia la fornitura di corrente elettrica a tutto il territorio zambiano per 4-8 ore al giorno con orari diversi di giorno in giorno. Suor Carmela si vede perciò costretta a portare avanti le sue attività, tra le quali anche fornire pasti quotidianamente a circa 150 ragazzi, senza luce. Abbiamo quindi deciso di acquistare un generatore di corrente da 3,5 KW al quale abbiamo collegato un piccolo impianto luce in modo da poter far svolgere le attività in cucina e nel refettorio anche in quegli orari in cui la missione si ritrova ad essere senza corrente elettrica.

Missione St Francis

Nel giorno di partenza per Solwezi, dove si trova la missione di St. Francis, abbiamo provveduto all'acquisto di due serbatoi per l'acqua, uno da 2500 lt. ed uno da 5000 lt., una pompa elettrica per l'estrazione dell'acqua ed i relativi raccordi necessari alla sua messa in funzione.
Al nostro arrivo alla missione, con l'aiuto di lavoratori del villaggio, abbiamo potuto sostituire i due tank rovinati (uno al lebbrosario e l'altro al convento) con quelli nuovi, così da limitare al minimo gli sprechi d'acqua. Inoltre abbiamo provveduto ad installare la nuova pompa per portare l'acqua al lebbrosario.
Prima di lasciare la missione abbiamo avuto un colloquio con le sorelle che si occupano della gestione di St. Francis; dietro loro proposta abbiamo accettato di buon grado di continuare a finanziare la missione, ma non lasciando i soldi “a fondo perduto” come è avvenuto finora: il nostro sostegno economico veniva speso per acquistare cibo e materiale di consumo per le famiglie di lebbrosi presenti nel villaggio. Come proposto dalle suore, a partire dal prossimo anno, provvederemo stanziando i fondi necessari a finanziare una piccola fattoria che darà lavoro alle persone del villaggio.
Il nostro sostegno servirà quindi all'acquisto delle sementi, degli attrezzi e di quanto necessario. I frutti delle coltivazioni verranno destinati in parte al sostentamento delle famiglie di lebbrosi, mentre la restante quantità di prodotti verrà destinata alla vendita in modo da poter acquistare quei beni non producibili direttamente dalla fattoria. Abbiamo deciso quindi di lasciare alle suore un contributo monetario per avviare tale progetto.

Durante il viaggio di rientro a St. Joseph ci siamo fermati per un sopralluogo alla farm che è apparsa molto secca. L'orto è stato ridimensionato, anche a causa della mancanza d'acqua, in compenso sono aumentati i capi di bestiame (maiali e polli). Il laghetto è quasi secco e proprio per questo motivo, unitamente al taglio elettrica operato dal governoanche in quella zona, le suore hanno in mente un progetto per la costruzione di un nuovo pozzo e di un impianto fotovoltaico atto a rendere la farm indipendente dalla fornitura di corrente elettrica da parte dello stato.
L'Associazione ha dato la sua disponibilità a finanziare il nuovo progetto, a patto che anche il terreno circostante, la fattoria venga bonificato e che l'attività della stessa venga incrementata così da avvicinarsi alla produzione necessaria al sostentamento dei bambini della scuola di Kachema Musuma.

Un ulteriore sopralluogo è stato effettuato all'edificio che un tempo ospitava i bambini sostenuti a distanza dall'Associazione: l'orfanotrofio di St.Martin. Al momento la struttura è abitata soltanto dalle suore e i bimbi sono stati suddivisi in diverse strutture in base all'età. I bimbi più piccoli vivono nella missione di St Joseph in un'area all'interno della scuola per sordi. Altri bambini sono a Ndola ed altri ancora in altre strutture. Le suore ci hanno spiegato che hanno in progetto la costruzione di un edificio dove i bambini vengano accuditi dalla nascita fino all'età delle scuole superiori. Ci hanno mostrato la piantina dell'edificio, che dovrebbe situarsi a Kalulushi, ed il progetto prevede sedi separate per i neonati e i bambini fino a 4 anni di età, per i bambini in età da scuola elementare, per quelli in età da scuola media e superiore. La struttura sarebbe dotata di dormitori divisi tra maschi e femmine e aree per il gioco. I membri degli Occhi della Speranza sono rimasti favorevolmente impressionati, anche perché il tutto si troverebbe nelle vicinanze della missione di St Joseph e quindi sarebbe anche facilmente visitabile dai nostri volontari. Fino ad ora i bambini orfani venivano tenuti in orfanotrofio fino all'età scolastica. Poi venivano reintegrati nelle famiglie di eventuali parenti, o dati in affidamento ad altre famiglie. In questo modo si vuol continuare l'assistenza dei bambini anche oltre l'asilo o le elementari, in modo da poter seguire la loro formazione in maniera più accurata.
Ovviamente il progetto è ambizioso e necessita di ingenti finanziamenti, ma le suore sono intenzionate a procedere per gradi e reperire i fondi da diverse Associazioni che operano nel Paese.

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